La scorsa settimana il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali.
La Federazione Gilda Unams sostiene da sempre che la procedura abilitante così come è concepita, è farraginosa, irta di ostacoli e inadeguata, soprattutto per far fronte ad un precariato ormai dilagante nel comparto Scuola.
La scorsa settimana, infatti, il MIM ha emanato i primi decreti ministeriali con l’autorizzazione dei posti disponibili per i vari percorsi universitari necessari per poter ottenere l’abilitazione all’insegnamento, nelle scuole secondarie di I e II grado.
Decreti che contengono solo una parte degli accreditamenti già effettuati, rimandando ad un decreto successivo un elenco aggiuntivo. Si tratta di circa 45mila posti a fronte dei 70mila previsti.
Una scelta inammissibile sotto ogni punto di vista in quanto i candidati che faranno scelte sulla base del primo elenco, ne saranno un domani magari penalizzati dal fatto che nel secondo elenco potrebbero comparire sedi universitarie molto più comode.
Oltre a questo, ricordiamo sempre l’avvilente attesa dei vincitori del PNRR1, cui è stato garantito l’accesso ai percorsi abilitanti, che attendono da mesi di conoscere il loro destino. Il tutto aggravato dal fatto che i corsisti dovranno sostenere integralmente le spese del corso, circa 2.500 euro.
Una situazione lesiva della dignità professionale di questa categoria di lavoratori, che a pochi mesi dalla fine dell’anno scolastico e nel pieno delle attività didattiche con gli scrutini alle porte, ancora non sanno se, dove e quando potranno passare sotto le forche caudine rappresentate da un percorso abilitante imposto dall’alto e che dovranno pagarsi, pena, la perdita del posto di lavoro.
Così in una nota la Federazione Gilda Unams
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